Un pomeriggio di conferme, quello dello scorso venerdì a Talent Garden Cosenza, divenuto ormai un punto di riferimento, per i team di Giovani e Futuro Comune. Conferme di quanto ha di speciale quello che stanno facendo nella loro terra, per la loro terra. Arrivano da Gregorio Arena, Presidente di Labsus. Da chi in giro per l’Italia dissemina da anni la “cultura” del patrimonio culturale, perché gli abitanti di ogni luogo lo sentano proprio e lo reinterpretino per creare valore. Studioso di diritto amministrativo, Gregorio Arena ha, negli ultimi anni, messo a punto, insieme al comune di Bologna, un regolamento per la cura dei beni comuni che sancisce i parametri per un’amministrazione condivisa, bilanciando il rapporto e i ruoli tra istituzione e cittadini. Ha dato la possibilità di legittimare un diritto che è di tutti, il diritto a riaprire, rinnovare, reinventare spazi abbandonati, dismessi, dimenticati.

Il suo punto di vista ha catapultato i ragazzi di Giovani e Futuro Comune nel cuore di una situazione, quella dei beni comuni, che si fa movimento grazie al sentimento di chi vuole cambiare le cose. E loro ci sono dentro con una responsabilità in più, conferma Gregorio Arena. Fare impresa a 18 anni, dare impulso all’economia della Calabria con le loro idee che rigenerano luoghi e aprono coscienze chiuse dall’indifferenza, beh, ha un significato doppio. Vuol dire dimostrare che si può fare e soprattutto, che anche in Calabria si può fare, perché ci sono giovani pronti a mettercela tutta.

Pronti a mandare avanti quello spirito di cooperazione che nel tempo ha sanato equilibri sociali e culturali. Ragazzi come loro possono essere la storia che racconteremo, la comprensione di obiettivi comuni che oggi ostacola molti a rendersi conto che i beni comuni sono nostri. Il vantaggio nel prendersene cura riguarda tutti per questo bisogna iniziare e non aspettare. Ha effetti sull’economia, ridesta l’attrattiva per un luogo e suscitando interesse può alimentare il turismo e sfiammare racconti tristi che nutrono preconcetti e luoghi comuni sbagliati. Dobbiamo concentrarci sì, sui luoghi comuni, ma quelli veri, fisici, della nostra realtà. Quelli che non sono solo luoghi, ma sono beni. Dobbiamo generare iniziative e azioni edificanti per l’intera comunità, perché è l’intera comunità che deve essere protagonista e che diventa destinataria dei benefici che ne scaturiscono.

Prendersi cura del luogo in cui si vive deve essere una cosa naturale, proprio come lo era nell’Ottocento quando il rispetto di sè stessi passava inevitabilmente dalla cura dello spazio abitato, parte dell’uomo e condizione essenziale di benessere.
Come lo è oggi, per tutti coloro che dalla spontaneità di un gesto maturato dalla sensibilità e dal senso civico sono riusciti a coinvolgere altre persone a dare il loro contributo. A supportare attività nate dal basso che hanno portato guadagno alla collettività intera.

Bisogna alimentare queste esperienze creandone di nuove, generare confronto e partecipazione.
Bisogna dimostrare che funziona e che conviene a tutti!

Un pomeriggio di conferme, ma anche di storia, di racconti, di fiducia e propositi con cui i team continuano il loro viaggio salutando con un arrivederci Gregorio Arena, la sua passione e la sua visione così vicina alla nostra!