Chi l’ha detto che il crowdfunding non possa essere un mezzo per diffondere l’arte?
Jessica Tanghetti è tra le founder della prima piattaforma di crowdfunding italiana dedicata esclusivamente al mondo dell’arte. Nata circa due anni fa, BeArt rappresenta un modo innovativo che permette a ciascuno di diventare coproduttore di un progetto artistico dando a quel progetto la possibilità di realizzarsi. Oggi Jessica è parte di un progetto ancora più ampio che unisce BeArt a “That’s contemporary”, la piattaforma per la promozione degli eventi artistici milanesi alla quale, nel 2012, hanno dato vita due giovani, Giulia Restifo e Martina Grendene. Da allora il sito ha raggiunto più di 40 mila utenti. Da poco è arrivato anche su mobile, con un’applicazione che ti consente in qualsiasi momento di rimanere aggiornato su mostre ed esposizioni in corso e in arrivo, nella città di Milano.

Insieme le tre, hanno lanciato la campagna “Be part of that’s contemporary”, con l’obiettivo di estendere il servizio di diffusione di eventi artistici anche oltre i confini milanesi, e perché no anche all’estero. Tutto per orientare e informare su quello che accade nei luoghi e nei centri culturali. Per offrire uno “strumento di networking per chi vi è inserito, utile per la collaborazione e reciproca conoscenza di spazi e soggetti attivi nell’ambito dell’arte contemporanea”.

E si sa, che farsi strada in questo settore non è semplice, anche se sei un creativo del mestiere. Devi sempre trovare un modo altrettanto creativo e innovativo per far conoscere la tua arte, di qualsiasi natura essa sia.
Giulia, Martina e Jessica hanno puntato sui social e sul web che possono innescare un processo di accelerazione e diffusione. Grazie alla rete si può spingere e persuadere alla collaborazione che si esprime attraverso il sostegno. La campagna già attiva su BeArt, punta a raccogliere 7000 euro, utili ad ampliare il servizio. Finora, ha raccolto circa 3000 mila euro grazie al contributo di 31 supporter. In cantiere, per le tre donne, unite dalla passione per l’arte, ci sono altre iniziative. Tutte volte a liberare l’arte da quei formalismi che ne bloccano l’accesso, soprattutto ai più giovani che possono esserne la massima espressione.